LOGO OSPITENell’ambito delle attività trasversali che convogliano a scuola percorsi formativi di cittadinanza, i ragazzi di terza media, e ancora altri in rappresentanza dell’indirizzo musicale di prima e seconda, corso C della “Narbone”, hanno dedicato alcuni giorni dello scorso mese al superamento del “gender gap” in vista di azioni di contrasto nei riguardi di comportamenti aggressivi o violenti e all’interno di un significativo dibattito locale ed europeo per la conquista delle cosiddette ”quote rosa” e della parità educativa tra bambine e bambini, futuri donne e uomini del domani. Gabriella Longobardi

I ragazzi hanno visionato un film dal titolo “Trust”, documento che in primo luogo li ha sensibilizzati all’uso dei profili falsi in rete, all’utilizzo corretto di una tecnologia che porta alle azioni di connessione in tempo istantaneo e che li conduce per ampi spazi planetari, pur generando situazioni positive come l’ampliamento del sapere e l’affinamento di competenze tecnico-digitali, orientative e che, tuttavia, li intrappola in esperienze negative di eccessiva fiducia e inganno digitale di mondi virtuali soccombenti, a volte, a esperienze violente. In secondo luogo per considerare, come mostrano i risultati accreditati di indagini, il pericolo del nuovo mercato e profitto delle vendite dei dati pubblicati sui “social” degli adolescenti, ma anche per evidenziare la figura delle “Social Mums”. Queste ultime, immettendo dati personali propri e dei figli, rappresentano l’allettante mercato sommerso e redditizio di database in rete, con la conseguente perdita e rischio della libertà.
Per tutti questi motivi i ragazzi hanno atteso una gradita ospite esterna, la prof.ssa Lo Faro Sara, docente di Latino e Greco, del Liceo Classico di Caltagirone. L’entusiasmo dell’incontro ha visto i ragazzi in qualità di protagonisti che hanno presentato alla stessa il film-documento, operando un’analisi delle scene più significative e sviluppandone una recensione critica. Il tema del film ha sottolineato vari temi, quali il difficile rapporto adolescenziale tra genitori e figli, l’educazione al non conformismo dei più giovani, il complicato rapporto di fiducia amichevole nel duplice sciogliersi fra reale e virtuale, che può tradire chiunque si fidi di profili falsi navigando in rete. Di contro ne ha evidenziato l’importanza di un dialogo aperto e vero, di attenzione fra adolescenti in via di crescita e formazione tra genitori e figli, tra questi e il gruppo di pari, offrendo nel finale una soluzione alla gestione conflittuale nel dialogo affettivo, sincero tra nuove e vecchie generazioni. La carrellata di testi descritti presentati dagli allievi, quali il rinomato “Bacio”, tela artistica di G. Klimt, con la presentazione del ruolo della donna nell’importanza di uno scenario artistico; l’importanza di figure femminili come S. Cristoforetti nello scenario scientifico e astronomico; di Ilaria Alpi, giovanissima giornalista uccisa in Somalia per le indagini condotte sul contrasto di traffico di armi e stupefacenti o riguardo a illeciti ambientali. Altresì, essi hanno presentato in software di progettazione la tragedia greca di “Medea e Giasone”. I ragazzi inoltre, hanno delineato durante il dibattito significative prospettive europee che mostrano come siamo lontani da una effettiva parità e opportunità lavorativa tra uomo e donna. Da dati ricercati, infatti, è emerso come il rapporto di donne che si occupano di politica sia più basso dei loro colleghi maschi, corrispondente ad una relazione di tre donne su cinque maschi nel campo di politica italiana ed europea. La professoressa Lo Faro, con aperto dibattito e in un clima di festa, ha presentato ai ragazzi tre testi, due dei quali poetici, documenti a confronto di esperienze di donne afgane, quali Nadia Anjuman, con quelle occidentali come Alda Merini, testimonianze queste ultime di donne forti e determinate: una uccisa per difendere i diritti del mondo orientale; la seconda considerata folle e da rinchiudere, per poi invece essere candidata per il premio Nobel. Per finire con una terza descrizione di una donna isolana, che desiderava essere rispettata e amata non per la bellezza esteriore, presentando questa un’imperfezione ai piedi, ma per la bellezza interiore, storia tratta dal libro “La domenica vestiti di rosso”.
Il titolo del film “Trust”, che significa letteralmente “fiducia”, è stato il leitmotiv che li ha condotti a una visione di cambiamento: la tutela e la salvaguardia di giovani donne, ingannate a subire violenza in rete per avere concesso “Eccessiva o ingenua” fiducia, per sconfiggere di converso radicati e violenti pregiudizi di differenza delle stesse in ruoli politici professionali altamente qualificati. Per i nostri ragazzi è stata un’esperienza di confronto, di arricchimento e di orientamento verso modalità di insegnamento delle scuole superiori. Gabriella Longobardi

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